Dicembre 1842, Adolph Peter Adler, pastore della piccola comunità danese di Hasle e Ruthsker nella lontana isola di Bornholm, sconvolge la società del suo tempo dichiarando di aver ricevuto una rivelazione direttamente da Gesù Cristo sul problema dellorigine del male e di averla trascritta nei suoi sermoni. È solo linizio di quello che sarà presto definito il caso Adler. Tra le accuse di eresia da parte della chiesa ufficiale e lo scalpore dellopinione pubblica, il più approfondito esame filosofico e teologico a riguardo delle affermazioni del pastore sarà però destinato a rimanere inedito ancora per molti anni. Søren Kierkegaard dedicherà alla questione Adler otto lunghi anni della propria riflessione culminati nella stesura di unopera ponderosa e impegnativa che non avrà mai il coraggio di consegnare alla stampa, forse per rispetto di quel curato di campagna in passato suo compagno di studi. Il testo vedrà la luce integralmente solo nel 1872, pubblicata dal Barfod, ormai tardi per poter godere della stessa fortuna che avrebbe avuto quando il nome di Adolph Peter Adler era sulla bocca di tutti. Ancora oggi il gran libro, così come lo stesso filosofo lo definisce nelle pagine del diario, rimane sorprendentemente tra i testi più sconosciuti e meno commentati dellintera bibliografia kierkegaardiana.
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