Pubblicato per la prima volta in inglese nel 1967 e da allora tradotto in tutto il mondo e costantemente ristampato, Linguaggio e silenzio offre una delle più ambiziose e profonde riflessioni sul ruolo della cultura nella società contemporanea, sullo stato della letteratura e sulle responsabilità degli scrittori e degli artisti in genere. Nel corso del Novecento nazismo e stalinismo, con le loro atroci falsificazioni, hanno tentato di distruggere lumanesimo centroeuropeo. Le tecniche di persuasione dei mass media e della pubblicità favoriscono da decenni la diffusione della volgarità , dellapprossimazione e della cupidigia. Daltro canto scienze come la matematica e la fisica (e importanti correnti della filosofia contemporanea) pretendono dal linguaggio una esattezza e una formalizzazione assolute. George Steiner offre unimpietosa e lucidissima diagnosi delle malattie che stanno privando la parola di forza e legittimità e sinterroga sul futuro del linguaggio e dellumano. Perché, argomenta Steiner, «il linguaggio è il mistero che definisce luomo, in esso lidentità e la presenza storica delluomo si esplicano in maniera unica. È il linguaggio che separa luomo dai codici segnaletici deterministici, dalle disarticolazioni, dai silenzi che abitano la maggior parte dellessere. Se il silenzio dovesse tornare di nuovo in una civiltà in rovina, sarebbe un silenzio duplice, forte e disperato per il ricordo della Parola».
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