«Per adempiere fino in fondo al mio incarico di professore a Oxford, sento l’esigenza di completare le lezioni del mio corso accademico con questa guida per chi viaggia in Italia». Così John Ruskin (1819-1900), fra le più eminenti personalità della civiltà vittoriana, apre Mattinate fiorentine, la seconda tappa, dopo Venezia, del suo «Grand Tour», che vedeva nelle città d’arte del nostro paese il suo punto più alto. Firenze, agli occhi di Ruskin, è la sintesi somma, soprattutto con Giotto, dell’arte prerinascimentale e delle simmetrie classiche. Ironico e tagliente nei confronti del turismo di massa, soprattutto inglese, già allora all’assalto di chiese e monumenti, distruttivo nei confronti dei fiorentini, ciechi e irrispettosi verso le bellezze divine create dai loro antenati, Ruskin traccia un mirabile, poetico affresco della città , ispirato dai ritmi lenti delle ore mattutine. Lo sguardo penetrante del critico e la visione quasi romanzesca dell’uomo di lettere compongono, con gli splendidi acquerelli di luoghi e monumenti – presenti nella nostra edizione, all’interno di un ricchissimo apparato iconografico –, una guida di eccezione di Firenze, restituita alla sua passata grandezza da quell’eletto viaggiatore ottocentesco.
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