Mi guardo fuori, un progetto in itinere di Armida Gandini iniziato nel 2013, è […] un’analisi accurata del proprio sé, a partire dal suo elemento costitutivo – la relazione con l’Altro – attuando un processo inversamente relazionale dal dentro al fuori. Un processo di sedimentazione di memorie – contestuale al processo di definizione dell’identità – che, giunto ad un importante livello di consapevolezza e conoscenza da parte dell’artista, diviene pagina di un racconto in cui la sovrapposizione degli occhi dell’artista a quelli originari esprime simbolicamente una stratificazione memoriale talmente radicata da diventare quasi immedesimazione, per vedere attraverso gli occhi delle Altre: grandi donne – della cultura e dell’arte, della letteratura e del cinema, della scienza e della storia –, Madri non in senso biologico ma in quanto grandi generatrici di pensiero fecondo, donne “dal ventre vuoto†che hanno però “nutrito una moltitudine di figliÉ™â€, definendo l’eredità culturale di ciascuno di essÉ™ e aprendo loro le porte del mondo.
error Non è stato possibile inviare il tuo giudizio sulla recensione