Secondo il padre dei Visual Studies W.J.T. Mitchell, tra il visivo e il verbale si schiude sempre uno spazio vuoto, non rappresentabile, un territorio conteso, luogo della separazione tra i sensi e i segni, tra lestetica e la semiotica. Questo volume si propone di analizzare tale dimensione assente a partire dal terreno principale in cui lo scontro tra immagine e parola è avvenuto, il testo letterario. Alla discussione in sede teorica dei lineamenti di uniconologia della letteratura, complementare alle acquisizioni di pragmatica dellimmagine della cultura visuale, seguono alcuni casi di studio. Sono quindi prese in esame opere che si offrono come esibizione di una utopica sintesi del visivo e del verbale, dal carme figurato alla poesia visiva, e altre che, al contrario, si pongono come occultamento e interdizione di ciò che non si deve vedere, ossia di un desiderio della visione ben esemplificato dalla figura letteraria del voyeur.
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