Questo libro va alle radici del rapporto della Russia con lOccidente. Dostoevskij è uno scrittore di frontiera. I suoi personaggi sono legati alla fanghiglia e alla nebbia di Pietroburgo. E anche Pietroburgo, la città più importante della cultura russa, è frontiera, sia in senso geografico e orizzontale, sia in senso verticale: per Dostoevskij è il luogo della lotta del diavolo con Dio. In Dostoevskij in dialogo con lOccidente, il filosofo russo Vladimir Kantor mette a confronto lanima russa e lanima europea. Partendo dallInferno di Dante, si muove nel tema del peccato e del pentimento, della morte dopo la vita e della morte in vita. Molti universi, grandi e piccoli, persone reali e persone immaginarie, attraversano le pagine di questo saggio come luci gialle nella nebbia di Pietroburgo, città fantastica e del sogno: Papà Goriot di Balzac, Delitto e Castigo, Memorie da una casa di morti e Bobòk di Dostoevskij, Pietro il Grande e Lenin, Puškin e Gogol, Marmeladov e Vautrin, Raskolnikov e Rastignac, Platone e Freud, Zweig e Camus, Amleto e le streghe di Macbeth, Cristo e la libertà . Dante pensava che sulla terra ci fossero i vivi, ma che i peggiori di loro potessero già subire il tormento dellinferno; in Russia, Dostoevskij vedeva un nuovo tipo di esseri umani, vivi e morti contemporaneamente. Se leroe di Balzac vuole assoggettare il mondo, leroe di Dostoevskij lo vuole superare: Rastignac cerca il proprio tornaconto, Raskolnikov - con laccetta - cerca la giustizia. Là dove la vita ha perso il suo significato più alto, la persona umana precipita nella corruzione. In questo saggio dal ritmo incalzante, Vladimir Kantor racconta una disgregazione dellanima che la storia ha dimostrato essere terribile come linferno.
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