Il Settecento ingenuo e sentimentale proposto da questo volume non è definibile come neoclassico e preromantico, secondo una periodizzazione ormai tramontata, nella sua anacronistica controfattualità , ma alla stregua di un prisma, con le sue rifrazioni multiformi, inspiegabili con il ricorso al modello di una lumière univoca, bensì plurima e complessa, tra le ombre che si aprono nei suoi anfratti, non ancora o solo in parte esplorati. Da Alfieri a Saverio Mattei, da Pietro Chiari a Baretti fino ad Aurelio de’ Giorgi Bertola, nell’affacciarsi di generi letterari diversi si insinua il primordio, più addietro dell’antico classico che convive con la Bibbia e Ossian, ammirati dai primitivisti europei e italiani. Metastasio è l’interlocutore paradigmatico con cui dialogano, in maniera accesa o senza riserve, gli scrittori italiani settecenteschi che si presentano di capitolo in capitolo.
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