Per questa raccolta, Sgorlon selezionò 39 fiabe, recuperandole dal ricco patrimonio etnografico e folklorico del Friuli Venezia Giulia e le accomodò secondo la propria cifra stilistica. Dimostrano che le “versioni†regionali hanno radici antiche e i temi fiabeschi sono diffusi ovunque. Si parte dalla Grecia classica e dal Meridione dItalia, spartendo temi e figure con le storie raccolte altrove dai fratelli Grimm e da Charles Perrault, nate in varie parti dEuropa e dellOriente, addirittura presenti in Africa e nei paesi Baltici. Fiabe tradotte dallarabo e arrivate in Europa attraverso i traffici commerciali, per fiorire e modificarsi nel Medioevo e nel Rinascimento. Orchi, fate, maghi, animali straordinari, santi che accompagnano il Cristo, diavoli tentatori, re e principesse sono i protagonisti di un mondo fiabesco che insegna da sempre allumanità a credere nel meraviglioso: questo perché le fiabe sono una cosa seria e non appartengono a una sola terra. Il libro è corredato da unimportante postfazione, quale apparato critico a commento del valore etnografico e letterario del testo.
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