Fra le maggiori contraddizioni degli studi orientali cè la scarsa attenzione prestata alla Corea e a tutta la sua tradizione intellettuale, Buddhismo compreso. La cosa è ancora più grave se solo si pensa al ruolo di autentica mediatrice culturale che la Corea ebbe tra il continente e le isole giapponesi. Il Buddhismo coreano ha una storia lunga e tuttaltro che passiva, provata dalle rielaborazioni locali del pensiero dellIlluminato, limportante produzione di testi sacri e unintensa attività capace di gettare le basi della Dottrina in quel Giappone oggi paradossalmente più studiato e conosciuto. Questo volume tratta proprio del Buddhismo coreano, partendo da unopera del 1215. Il testo in questione è il Haedong kosung-jon (Vite dei monaci illustri di Corea), scritto dallabate Kakhun in un numero imprecisato di libri dei quali oggi si conservano solo i primi due. Nel mondo rimane quasi sconosciuto e per tale motivo laverlo riportato in questo volume fornisce oggi unoccasione rara, per prendere confidenza con la nascita del Buddhismo in Corea e lepopea sublime (e a volte tragica) dei monaci coreani che viaggiarono in Occidente alla ricerca della Legge.
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