Come il primo, questo libro tratta il tema dellevoluzione dellabitare, del progettare e del costruire a Matera nel Novecento. Può essere considerato una guida alla conoscenza e alla comprensione dei processi e delle architetture che hanno caratterizzato il secolo appena trascorso. Il Novecento si chiude tra rimpianti e contraddizioni. Al grande impegno profuso per tutelare e valorizzare il patrimonio architettonico della città storica non ha corrisposto unadeguata attenzione per la città contemporanea e nulla ha potuto evitare la sua omologazione che, inesorabilmente, è arrivata, anche se con ritardo rispetto alle altre città del mezzogiorno. La città non è riuscita, negli ultimi decenni del Novecento, a difendere la qualità e il controllo urbanistico del proprio territorio nonostante la consapevolezza di essere stata un caso di studio straordinario. Né lambìto riconoscimento Unesco del 1993 è riuscito ad attivare una inversione di tendenza operando, come era giusto che avvenisse, sulle contraddizioni evidenti tra la città storica che ambiva a mostrarsi al mondo e la città nuova che si espandeva massicciamente verso suburbii senza qualità . Larchitettura man mano ha perduto la capacità di farsi strumento attuativo di grandi disegni urbani e sociali; tuttavia la città , conserva una sua indiscutibile identità e una sua non trascurabile bellezza che abbiamo il dovere di salvare, avendo però la capacità di riconoscere errori e reticenze, e di orientare i nostri comportamenti in difesa di una qualità sempre più diffusa per rendere più gradevole la vita dei suoi abitanti e catturare linteresse e lammirazione dei suoi visitatori.
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