Riscoprire la prismaticità del reale. Si potrebbe sintetizzare così, icasticamente, lobiettivo programmatico de Il grande giudice, annunciato fin dalle premesse. Questo libro tiene conto della cancellazione della Storia dichiara lautore, attribuendo alla disintegrazione del senso del Tempo, a un pensiero collettivo ideologicamente schiacciato su un eterno presente, anche la crisi del linguaggio. Tempo e logos sono i due protagonisti di questo saggio, entrambi da recuperare per poter disporre di perni di riflessione. È unoperazione che si snoda attraverso punti che creano linee che possono confluire in nuove traiettorie argomentative. Si parte dallesigenza di (ri)definire parole che fanno parte dellesperienza pubblica, cominciando dal lemma forse più significativo di tutti, Costituzione, e ci si addentra nei percorsi storico-culturali delle civiltà occidentali per approdare ai lemmi della contemporaneità — comunicazione e Big Tech, sovranità e legittimazione, post-democrazia e iper-mo-rale, solo per citarne alcuni — scoprendo in loro significati inediti e riproponendo in modo più assertivo liniziale Perché?.
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