'Giurista démodé' si definisce Verde in una pagina del libro: démodé, perché non si piega a mode e linguaggi anglosassoni, e giudica con occhio critico a solenni enunciazioni di princìpi e soprattutto dice ciò che pensa ed ha per criterio di massima la decisione del caso concreto. Qui è il motivo dominante dell'indagine, nel suo assiduo richiamarsi al rapporto fra singolo cittadino e giudice, fra difesa del diritto soggettivo e funzione 'nomofilattica' della Corte di cassazione (così N. Irti nella Prefazione)
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