A partire dagli anni 90, le associazioni di tipo mafioso hanno iniziato ad interessarsi al mondo ambientale, soprattutto al settore dei rifiuti, fiutando la possibilità di elevati profitti a basso rischio. Il fenomeno che vede la mafia agire arrecando danni allambiente è stato definito ecomafia. Quali sono le attività comprese nel fenomeno? Quali sono gli attori? È ancora adeguato evocare la forza di intimidazione e le condizioni di assoggettamento ed omertà ex art. 416-bis c.p., come elementi tipici della criminalità mafiosa? Esistono norme ad hoc per prevenire e reprimere il nuovo business ecomafioso? È davvero una piaga solo italiana? La tesi si pone lobiettivo di rispondere a tali quesiti e individuare i tratti caratteristici del nuovo modus operandi della mafia, ma, soprattutto, analizzare il quadro normativo di contrasto. È necessario comprendere se esso sia davvero efficace o se sia auspicabile una riforma, sulla base della consapevolezza che, oggi, lecomafia è una realtà certa ed estesa oltre i confini nazionali.
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