Sotto il segno di Federico Fellini raccoglie diversi saggi di Paolo Fabbri, incursioni con i metodi della semiotica, per svelare alcuni segreti dellimmaginario di Federico Fellini, senza toglierne il mistero. Deleuze afferma che quelle di Fellini non sono immagini-memoria. Suona il carillon e tornano i ricordi, ma lopera non si riduce allautobiografia. E Deleuze coglie nel segno. Non cè una profondità , nel senso triviale che linconscio avrebbe una storicità evenemenziale, linfanzia, ladolescenza eccetera. Per Fellini tutto è presente, come diceva Freud delle pietre romane: nella stessa pietra cè quella augustea, la medioevale, la papale e via via fino allEUR, come nel film Roma, appunto. Non cè profondità temporale, ma il tempo-ritmo di una successione orizzontale, duna fila di presenti.
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