In tutte le opere di interior ed exhibition design messe in mostra in queste undici stanze, Martà Guixé sostituisce alla deliberata ricerca di uno stile un modo inconfondibile di giocare con le cose del mondo e con le parole che lo connotano, per ridare significato e senso a ciò che facciamo, ai luoghi che abitiamo, tenendosi lontano dalle suggestioni facili e dagli ammiccamenti alle mode. Nascosti sotto il velo di unapparente innocenza, i suoi progetti e il modo di comunicarli dischiudono nuovi mondi e creano stupore. Nel suo caso sembra appropriato parlare di conceptual design, unattitudine rivolta, come in certa arte, ad affrancare il lavoro dellartista dalla sottomissione al materiale, per rivolgere lattenzione alla concettualizzazione dellimmagine e alla ricerca del vero senso delle cose che ci circondano. Le undici stanze sono tematiche, ciascuna ospita opere o progetti ritenuti omogenei per lapproccio concettuale sotteso e per la declinazione progettuale proposta: un modo, forse il solo possibile, per ordinare i lavori irriducibili a ogni tipo di facile classificazione di uno dei più geniali designer contemporanei.
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