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Tra il dire e il fare (2020) Vol 30: Enunciazione: limmagine e altre forme semiotiche

Tra il dire e il fare (2020) Vol 30: Enunciazione: limmagine e altre forme semiotiche

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Maria Cristina Addis
Mimesis
E/C
24-09-2021
2021
9788857575711
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«Per una disciplina come la semiotica che rivendica per sé il carattere di vocazione scientifica non è certo inusuale tornare a ragionare sui concetti della sua teoria, anche quelli fondanti e che sembrerebbero i più consolidati. Invece, lincessante interesse per le ricerche storiche sullorigine dei concetti semiotici da una parte2, e dallaltra il moltiplicarsi dei manuali, anche dedicati a specifici ambiti di applicazione, sono piuttosto il sintomo di una genuina instabilità che può essere serenamente affrontata solo unendo la riflessione teorica alla pratica analitica, con il classico reciproco ritorno delluna sullaltra. Come per ogni scienza della cultura in cui la sperimentazione precede sia losservazione che lipotesi (Lévi-Strauss 1960, pp. 22) e il dialogo precede il linguaggio e lo fonda (Lotman 1992), i problemi non si affrontano con lardire di risolverli, ma utilizzandoli come strumenti intelligenti per capire un po di più degli oggetti di indagine che stimolano a rilevarli, e della teoria che li ha costruiti come tali. Investendo tanto la grammatica della lingua quanto le funzioni della significazione, lenunciazione è uno dei fondamenti teorici su cui si è sviluppata la semiotica moderna. Tuttavia, se la sua applicazione in ambito linguistico appariva generalmente chiara, una volta messa alla prova dei sistemi di segni caratterizzati da altre sostanze espressive, la teoria dellenunciazione mostrava fin da subito pieghe e orizzonti di riflessione che richiedevano una ulteriore elaborazione. In qualche modo, gli stessi scritti costituenti di Émile Benveniste hanno aperto un bivio davanti a cui si poteva o decidere di contenere lindagine sulle relazioni fra enunciato e soggetto nellambito grammaticale della lingua, oppure continuare a mettere il modello teorico dellenunciazione a contatto con altri principi dellepistemologia semiotica come la costruzione del valore (Saussure 2009) e la correlazione fra piani di articolazione delle forme (Hjelmslev 1943), per proseguire il percorso di ricerca sulla significanza in quei sistemi definiti come unicamente semiotici o semantici , laddove il semiotico (il segno) deve essere riconosciuto; il semantico (il discorso) deve essere compreso (Benveniste 1969, p. 20). Così, in relazione al modello dellenunciazione, nel campo della ricerca semiotica si apriva una divaricazione fra ciò che pertiene al verbale — il dire — e le altre produzioni semiotiche — il fare...» DallIntroduzione)

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