Vittorio, voce narrante e protagonista, rievoca la sua vita e il suo passato da pescatore, a partire dal giorno in cui, nel paese dov’è nato, un misterioso fenomeno “avrebbe posto fine alla notteâ€. Ciò che al momento appare come un ammaliante sortilegio, ben presto si rivelerà in tutta la sua reale crudezza: è il 1949, l’inizio, per quei luoghi, di un’era industriale che in breve avrebbe mutato la vita di una comunità da secoli dedita alla pesca, all’agricoltura e al sale. Vittorio tenta di resistere alla metamorfosi del suo piccolo universo, intuendo che il benessere economico di quei primi anni avrebbe un giorno lasciato il posto a un ambiente sempre più contaminato e a un sempre più alto numero di vittime. Un’immensa distesa di pesci agonizzanti, a ricoprire l’intera baia e dovuta allo sversamento di sostanze tossiche, per il giovane pescatore sarà l’innesco per intraprendere un picaresco viaggio, alla ricerca dello “straniero†che ritiene responsabile di quel disastro ecologico. Fra finzione e realtà , “Le lacrime dei pesci non si vedono†è un romanzo avventuroso, una storia familiare ricca di colpi di scena e di rimandi al mito e alla storia. Vicende immaginarie, che rinviano a fatti veri dell’intera storia siciliana, quale nodo centrale per comprendere scelte politiche che hanno determinato il percorso spesso drammatico dell’isola, come dell’intera nazione.
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