Amore e malattia terminale si intrecciano con scorci autobiografici legati al mondo dell’oltre e dell’aldilà , aprendosi a molteplici connessioni e significati su fenomeni che attualmente non trovano diritto di cittadinanza nella cosiddetta scienza ufficiale (visioni, sensitività , medianità , esperienze extracorporee e di premorte). Le tematiche del fine vita, la necessità di accompagnare il morente, l’ostracismo della civiltà consumista di fronte a ogni dolore, mancanza, caducità che ne rallenta la folle corsa, la dittatura e la burocrazia della cura, sono tratteggiate in questo libro la cui giusta collocazione è all’interno di una psicologia che sa aprirsi a temi altri, come la psicologia junghiana e hillmaniana. La suddivisione in ologrammi rimanda a più piani di realtà , qui e oltre, che si compenetrano. Ne emerge un profondo e delicato senso della vita e della sofferenza, della morte, della bellezza, del respiro divino.
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