Testo rinvenuto in una biblioteca indiana, e tradotto dal sanscrito dallo stesso Magi, è un delicato equilibrio tra il pensiero dell’Islam e quello del Buddhismo tibetano. Si tratta di un florilegio di sentenze per aiutare l’uomo a parare i colpi del mondo. Le lucide e belle riflessioni di questo vademecum zampillano dalla mente di un illuminato, un uomo che alla fine della propria esistenza comprese che la vita non è altro che uno stato mentale, un incantesimo, un sogno. Seguendo le regole qui esposte, potremo appunto impedire che il sogno della vita si muti in un incubo indigesto.
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