È l''ambiente internazionale' ad incidere sulle foundations, transformations e interpretations delle parti organizzative delle Costituzioni? Oppure sono gli equilibri e i principi tipici della forma di governo parlamentare a determinare e delimitare il modus operandi ed il campo di gioco dello stato nell'arena internazionale? Fino a quale limite estremo le risorse di duttilità dell'interpretazione costituzionale appaiono in grado di riassorbire e ottimizzare le 'ragioni di stato' e le esigenze di efficienza connaturate all'esercizio del potere diplomatico-militare?
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