Nei giorni senza ore siamo girovaghi malati dinfanzia, ruderi a mezzacosta, giardini abbandonati eppure pronti a rifiorire al primo sguardo fertile. Una silloge poetica scritta durante un periodo sabbatico più o meno voluto in cui dolori recenti sono stati mitigati dalla terra dellautore, la Liguria. Senza lavoro, senza impegni prefissati, fuori dal polverone della routine, Carlo Rovello ha ascoltato il tempo interiore, quello non scandito: la voce della precarietà .
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