Queste poesie, ancor più quando spiritate, surreali o metafisiche, sono sempre alla ricerca di un dialogo e si rivolgono a qualcuno, con un meraviglioso uso della prosopopea, uno stile che si potrebbe chiamare, senza offendere, francescano. [...] Ovunque ci portino queste poesie, lo fanno chiamandoci per nome, dottamente con l’apostrofe e la prosopopea, ma, con sottile umiltà , come poesie dedicate, ri-conoscenti. (Angelo Lumelli)
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