I motivi di interesse che hanno spinto sia il dibattito pubblico sia la riflessione scientifica a riscoprire la centralità del concetto di chiesa-edificio sacro sono stati, negli ultimi anni, molteplici. Il più evidente si rinviene senzaltro in quel complesso di problematiche che inevitabilmente discendono dai sempre più frequenti casi di dismissione che interessano i medesimi luoghi di culto, fenomeno divenuto oramai ricorrente anche nel nostro Paese e perciò fonte di preoccupazione non solo - comè naturale - per le comunità di fedeli ad essi legate, ma anche per lintera collettività nazionale, che rischia di vedere irrimediabilmente compromessa la stessa preservazione di ciò che costituisce il nucleo pulsante del patrimonio culturale italiano. Altrettanto certamente, però, tale questione non è lunica a suscitare lattenzione degli sguardi più diversi, né può essere affrontata efficacemente se isolata dagli altri profili rilevanti che insistono sui medesimi immobili: i quali, seppur di volta in volta indicati come luoghi sacri, edifici destinati allesercizio pubblico del culto cattolico o beni culturali di interesse religioso, costituiscono un unico oggetto. Su di esso, tali qualifiche - e le relative discipline - convergono perciò in ogni momento: dalle fasi propedeutiche alla costruzione (a partire dalla pianificazione urbanistica e dal finanziamento) ai criteri posti per il suo concreto utilizzo, dalle tutele apprestate a difesa della sua insostituibile funzione alle previsioni stabilite qualora si rendano necessari interventi straordinari, dalleventualità di una sua riduzione a uso profano alle prospettive che per ledificio conseguentemente si dischiudono. Al fine di garantire una piena comprensione di simili connessioni, il metodo adottato nella presente disamina è stato quello di seguire virtualmente, passo dopo passo, il ciclo vitale di unipotetica chiesa cattolica: è questa, infatti, lunica modalità che permette non solo di apprezzare le peculiarità di ciascuno stadio di tale evoluzione, ma anche di mostrare limpidamente come lintreccio tra le varie componenti di questa complessa trama sia inestricabile pure con riguardo alle relazioni che intercorrono tra i diversi ordini coinvolti, rendendo manifesto il costante - e ineludibile - dialogo tra diritto canonico e diritto secolare nel plasmare una condizione giuridica che non devessere parcellizzata, ma sempre considerata come un tutto organico nel proprio dinamismo.
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