Racconto di un chirurgo di guerra e di pace nel conflitto più lungo del nostro tempo. In Afghanistan, volontario con il contingente italiano e internazionale, Da Campo ci fa vivere, aprendoci il suo diario di bordo, la sua esperienza di uomo e di medico in uno dei Paesi più belli e dannati. È un libro che coinvolge il lettore fin da subito e lo rende partecipe di un mondo per molti sconosciuto. Un racconto emozionante, con approfondimenti e considerazioni sui punti oscuri e sugli interessi colossali in nome della lotta al terrorismo, oltre alle spiegazioni della barbarie che si sta vivendo in questi ultimi mesi in Afghanistan. Il racconto risulta avvincente e coinvolgente per il lettore, che si trova immerso nella vita di missione come se la stesse vivendo in prima persona. Una vita lontana da casa, dagli affetti e dalle sicurezze; una vita da medico senza frontiere che più di una volta presta soccorso agli afghani, forse violando qualche regola militare, ma rispettando quella della civiltà e della coscienza. Perché per un medico un malato non ha bandiera né passaporto.
error Non è stato possibile inviare il tuo giudizio sulla recensione