Rosai amava tradurre in parole, oltre che in figure e colori, l'umanità profonda che fremeva dentro di lui; così, dall'esperienza tragica della partecipazione al primo conflitto mondiale - nel 1915 parte volontario e combatte con gli arditi sul monte Grappa - prende forma una nuova scintilla di quel 'furore' che lo spinge a comunicare attraverso l'arte. 'Il libro di un teppista' porta alla luce aspetti nascosti della guerra: colpisce per il fraterno cameratismo, per non esaltare nessun eroismo se non quello verso i propri compagni, nessun 'superomismo' se non quello di un 'teppista' che visse di fiaschi e medaglie, di marce, di febbri, di ranci e pidocchi, di 'grappa-benzina', di gavette e cucchiai... una visione umana e intima della sofferenza e della condivisione. La stessa umanità, a un tempo sensibile e cruda, descritta in 'Via Toscanella', raccolta di brevi prose come un mosaico di immagini, spaccati di vita come nei suoi quadri.
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