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I polli sognano le aie

I polli sognano le aie

10,00 €
Lebron
Tabula Fati
20-01-2022
2022
9788874759675
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«Tanto per cominciare questo è un libro. La pregiata copertina, il titolo I polli sognano le aie, lindicazione delleditore Tabula fati, le pagine scritte e numerate in esso contenute lo confermano. Soltanto un lettore frettoloso o un critico disattento potrebbe affermare di trovarsi di fronte a un quaderno, a un block notes, a un calendario, anche se le vignette contenute nel libro potrebbero indurre alla tentazione di considerarlo un calendario concepito per la raccolta fondi da destinarsi ai vignettisti indigenti. In questo momento storico in cui il pensiero individuale naufraga, ecco che la scelta dellautore di assumersi sin dal titolo la paternità di unasserzione che non ammette repliche, è un atto di coraggio. Avrebbe potuto volgere il titolo in forma interrogativa ma avrebbe privato il critico dellesercizio della divagazione intellettuale e inchiodato il lettore alla responsabilità di una risposta con conseguente disperazione delleditore per la certa débacle delle vendite. Daltro canto se la vita è sogno si può sognare ciò che non si conosce? Estraggo questo interrogativo dal saggio sulla Dialettica della realtà circoscritta del Gallo, in cui il filosofo, per esperienza acquisita sul campo, ci suggerisce anche la risposta. E dunque, se i polli sognano le aie questa visione esistenziale deve essere considerata naturale o indotta? Ci viene in soccorso il San Bernardo vagante sui monti imbiancati quando riflette: Si può portare appesa al collo la tentazione del peccato senza peccare?. Di questo pessimismo latente ma non rivelato lautore si nutre per restituirlo ovunque nella sua prova letteraria. È questo un libro in cui lautore risparmia al lettore la narrazione delle proprie disgrazie, delle proprie vicende familiari, rifugge dallautobiografismo. Al contrario si fa capro assumendo su di sé le altrui disgrazie, gli altrui sfoghi per restituirli trasfigurati, spurgati da un pathos che cela la tragicità che è nel comune dire nostro quotidiano. Ecco, in questo procedere scorgo lo stesso fiuto del Bracco, cronista di costume e ancor più del Bracco segugio della psiche dei personaggi dei suoi drammi. Ne escono fuori brandelli di conversazione indotta fra lautore e il suo amico coinquilino, frammenti di qualunquismo dissidente, schegge ermetiche come le liriche del Gatto. È una considerazione questa mia ultima che troverà il disaccordo dellautore, ma solo per naturali incompatibilità di carattere tra i due.» (Sabatino Ciocca)

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