Ennio Morricone è uno dei maggiori compositori per il cinema ma della sua produzione questo è solo uno degli aspetti: allievo di Petrassi, dagli inizi degli anni '50 fino ai giorni nostri ha prodotto un catalogo di oltre cento opere da concerto e dal 1967 ha partecipato attivamente al Gruppo d'Improvvisazione Nuova Consonanza di Roma. L'apparente duplicità della sua produzione ha determinato una considerazione dicotomica del suo lavoro, avallata peraltro da un atteggiamento critico fondato sull'opposizione musica di consumo-musica colta. Pur nella sua eterogeneità, la musica di Morricone mostra invece un'irrinunciabile tendenza alla contaminazione: in particolare nell'intera produzione destinata al cinema sono rintracciabili elementi stilistici provenienti dall'area colta contemporanea. Questo processo si radicalizza in alcune colonne sonore in cui il compositore trova l'occasione per ricercare i limiti di tenuta della compenetrazione linguistica, produzioni collocate tra la metà degli anni Sessanta fino alla fine degli anni Settanta al cui vertice si pone la colonna sonora per il film 'Un tranquillo posto di campagna' di Elio Petri.
error Non è stato possibile inviare il tuo giudizio sulla recensione