Nel teatro del gran mondo. La citazione rossiniana, dal signor Bruschino, la cavatina di Gaudenzio, era dobbligo, vuoi perché il libro si apre con tre saggi su altrettante opere del pesarese, vuoi perché «lamor mio resta Rossini» dice lautore Giovanni Vitali. Daltra parte il gioco di parole calza perfettamente ai contenuti del volume: nei saggi si parla infatti di quel gran mondo che fu il teatro dopera fra il Settecento e i primi del Novecento, ma anche di quel teatro che fu il gran mondo della Firenze granducale, poi capitale del regno e quindi della cultura, con i caffè e le riviste letterarie, lo stadio di Luigi Nervi e la stazione di Giovanni Michelucci, la mostra dellartigianato e il maggio musicale fiorentino.
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