Negli anni Novanta, Oasis, Blur, Pulp, Suede e Verve hanno segnato in modo indelebile la scena musicale inglese, grazie a canzoni memorabili quali Wonderwall, Parklife, Common People, Don’t Look Back in Anger e Bittersweet Symphony. Con i cupi e violenti anni Ottanta del thatcherismo finalmente alle spalle, l’Inghilterra che si affaccia al nuovo decennio è un paese disorientato, ma deciso a cambiare volto: mentre il New Labour di Tony Blair acquista sempre più popolarità , un ritrovato entusiasmo tra le generazioni più giovani genera un’ondata di nuove band che, ispirandosi ai classici del rock inglese e trattando con rabbia o ironia argomenti della vita quotidiana britannica, scalano le classifiche riportando le chitarre al centro della scena. Nasce così il Britpop, noto anche come Cool Britannia: un movimento variegato, che include artisti diversi dal sound diverso, alcuni più sperimentali e altri più ancorati alla tradizione, riunendoli tutti all’ombra di un’unica, enorme e sventolante union Jack. Attraverso i testi delle canzoni più celebri e le storie che hanno portato alla loro composizione, questo libro prova a ripercorrere parola per parola quell’irripetibile Morning Glory, l’esaltante ubriacatura collettiva nota come Britpop, l’ultima stagione musicale in grado di incidere tanto sul costume e sull’immaginario collettivo.
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