Giambattista Vico non è autore che si presti a facili etichettature concettuali. Questo può forse aiutare a comprendere il motivo alla base delle multiformi e talora contrastanti letture che sono state fatte della sua figura e del suo pensiero. Proprio in questa sfuggente polimorfia può essere trovato, tuttavia, un argomento che rivela la perdurante vitalità di questo autore, e che impegna il lettore in uno sforzo interpretativo destinato a rinnovarsi continuamente. Forse, proprio da quel “paradigma scartato†che fu – nel ‘700 – la filosofia giuridica vichiana, possono giungere spunti ancor oggi ricchi di interesse ed attualità . Una rilettura del pensiero giuridico di Giambattista Vico sembra anzi oggi particolarmente feconda per sostenere sul piano filosofico un insieme di fenomeni presenti nel dibattito contemporaneo: da questi emerge con forza l’esigenza di ripensare il diritto, anche attraverso percorsi alternativi, riportandolo alla sua fondamentale funzione di abilitare e promuovere l’intersoggettività , componendo il conflitto in modo da onorare e proteggere la “socievole natura umanaâ€.
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