Dopo essersi imposta, nel decennio scorso, come una delle riviste italiane più aggiornate e autorevoli di filosofia del diritto, della morale e della politica, 'Ragion pratica' continua a perseguire il suo ambizioso progetto multidisciplinare: analizzare in termini rigorosi, ma leggibili anche per non specialisti, i problemi più discussi situati all'incrocio fra diritto, morale e politica. 'Ragion pratica' risponde a una diffusa e profonda richiesta di normatività: crisi del diritto, vecchi e nuovi dilemmi della morale, richieste di nuove regole del gioco per la politica e l'economia rendono attuale e urgente la discussione sui valori. 'Ragion pratica' vuole essere, per usare note formule di Ronald Dworkin e di John Rawls, uno di quei 'fori pubblici di principio' che producono la 'ragione pubblica' di un paese e di un'epoca. È curata da un gruppo di filosofi del diritto italiani e stranieri, ma è aperta al contributo di filosofi della morale e della politica, storici, sociologi, economisti, giuristi positivi, e di chiunque sia interessato ai grandi temi della discussione etica (morale, politica, giuridica). Articolata in una parte monografica e in rubriche di studi, note e 'casi', è una delle poche riviste pubblicate in italiano che sia letta e discussa anche fuori del nostro paese, in particolare nei paesi 'latini' del vecchio e del nuovo Continente. Non difende posizioni ideologiche precostituite: è interessata piuttosto alle ragioni, agli argomenti, alle giustificazioni impiegati per difenderle.
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