L'assunto di base è che esistano 'parole-paravento', parole utili quando si è a corto di idee o argomenti. E questo libro le raccoglie e le discute smontando l'uso improprio che se ne fa nei salotti, nei bar, nei talk-show televisivi, solo per elevarsi a grande opinionista o ammaliante oratore, tanto piacevole nella forma quanto impalpabile nei contenuti. Parole o modi di dire come 'evento mediatico', 'strapotere', 'bisogno di comunicare', 'sostenibile' non sono di per sé degradanti, anzi. È l'uso (meglio dire l'abuso) standardizzato e banalizzante che se ne fa che viene attaccato, poiché il più delle volte questo si traduce in assenza di contenuti o, forse peggio, distorsioni della realtà.
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