Ateniese, innamorato della sua città , ne esaltò la bellezza, ne difese le istituzioni, ma intravide anche le insidie e i pericoli del passaggio epocale dallindividualismo conservatore delle famiglie aristocratiche allegualitarismo democratico dello stato di diritto. Cantore della polis, ma anche di eroi perdenti e sfortunati (Aiace, Filottete, Eracle), di donne assetate di giustizia e di vendetta (Antigone, Elettra), Sofocle è soprattutto il creatore del personaggio di Edipo re di Tebe, metafora esemplare delle alterne vicende della vita e della cieca crudeltà del caso. E proprio a Edipo, vittima inconsapevole del suo destino, Sofocle apre le porte della sua Atene per offrirgli, nel luogo perfetto, il riscatto dai mali sofferti, lassoluzione, la pace. Angelo Tonelli affronta le sette tragedie di Sofocle, anchesse come quelle di Eschilo sopravvissute al naufragio di una ben più ampia produzione, e ne offre uninterpretazione tesa e calibrata, dove ogni parola, ogni nesso sintattico, ogni frase ci restituisce la serena compostezza – ma anche linquietudine oscura – del verbo sofocleo.
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