“Si ha il diritto ai diritti dell’uomo se non si è cittadini?†si chiedeva Hannah Arendt. La sua non era una domanda retorica perché l’antisemitismo moderno inaugura un fenomeno nuovo nella storia contemporanea. Se inquadrato e analizzato a partire non tanto dalla pratica dello sterminio, bensì dal sistema di regole che lo precede, rende chiaro come nella società civile possa avvenire l’iter “da cittadino a stranieroâ€. Hannah Arendt ha sperimentato questa condizione di “apolideâ€: straniera al mondo tedesco, osteggiata dalla sinistra e in conflitto radicale con il mondo ebraico di cui non condivideva atteggiamenti e scelte politiche. I saggi tradotti in questo volume discutono alcune delle questioni più controverse del nostro tempo: l’autonomia della cultura ebraica nel mondo moderno, il problema dell’esilio, la fondazione dello Stato di Israele, la possibilità della pace in Medio Oriente.
error Non è stato possibile inviare il tuo giudizio sulla recensione