Lautunno, il tramonto del sole, si accompagnano alla malinconia ma anche a colori caldi, sgargianti e a buoni frutti che riempiono il corpo e lanima. Così dovrebbe essere la vecchiaia, un tempo dell’esistenza che attende un misterioso inverno tuttavia fatta di riflessioni profonde, di forti emozioni, di piacere della libertà dopo una vita di lavoro e di contemplazione del proprio passato. Un periodo in cui si tirano le somme in cui si rielaborano le sofferenze e si gustano le gioie provate attraverso la memoria a lungo termine e ci si riconcilia, anche nel silenzio. Così lazione del medico deve essere volta proprio a rafforzare queste risorse nellanziano, attraverso un procedimento non solo farmacologico (essenziale) ma soprattutto relazionale. Le parole sono la prima terapia e devono accompagnare le ‘giuste pillole’ nella fermezza che il dialogo sia un processo di cura.
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