Secolo cruciale per la formazione del soggetto moderno, il 'lungo' Settecento francese fu un’epoca segnata dallo sviluppo di un nuovo codice estetico ed etico incentrato sull’esasperazione dell’emozione e su un uso iperbolico del pianto, quale garanzia della sincerità del sentimento provato. Proprio la lacrima, sospesa tra l’immediatezza naturale e l’artificio culturale, è un ottimo banco di prova per indagare le relazioni enigmatiche che legano la dimensione fisiologica e quella psicologica, il 'fisico' e il 'morale'. Sulla scorta delle opere dei grandi pensatori dell’epoca – da Cartesio a Sade, Diderot e Rousseau – l’autore fa emergere l’altra faccia di un secolo che fu detto 'della ragione', ma che in realtà avvertì sempre l’impossibilità di limitarsi all’elemento razionale.
error Non è stato possibile inviare il tuo giudizio sulla recensione