I “Passages†di Parigi sono un’opera che non c’è. Lo schedario e i plichi a nostra disposizione costituiscono la maggioranza dei materiali raccolti ed elaborati da Walter Benjamin in più di dieci anni di ricerca. La maggioranza, ma non la totalità . La storia dei Passages, infatti, si intreccia con quella del progetto del libro su Baudelaire, anch’esso incompiuto, e con quella dei molti saggi, appunti, recensioni redatti nello stesso periodo. Chi voglia dunque cimentarsi con lo studio dell’immane documentazione non può che farlo con l’atteggiamento del paleografo dinanzi a un palinsesto, che è, insieme, un ipertesto. Il presente libro offre anzitutto una dettagliata ricostruzione genetico-filologica dei Passages. In seconda battuta, si addentra nel ricchissimo cantiere filosofico sul XIX secolo che affiora dal materiale medesimo: muovendo dall’esteriorità labirintica della metropoli di Parigi, giunge a scandagliare l’insorgere della soggettività moderna, i suoi sogni, i suoi incubi, le sue possibilità di liberazione. Il presente si riconoscerà significato nel passato, confermando una volta di più la grande attualità , nonché il tratto profetico, del pensiero di Benjamin.
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