Dopo una premessa con riferimenti autobiografici, l'autore sviluppa un dialogo con un ex compagno di studi incontrato in aeroporto. La conversazione approda su questioni generali di conoscenza scientifica e filosofica legate ad esperienze di vita. Il filo conduttore conferma l'importanza della legge fisica dell'inerzia nell'universo, spiegando l'istinto naturale in tutte le sue forme e giustificando la sua assunzione a motore universale. La vita biologica, in particolare quella umana, si sviluppa e si trasforma entro i confini della necessità, imposti dalle 'isole d'inerzia', che emergono dal mare della casualità ed in cui: 'La vita umana è come polline al vento'. Caso e necessità coesistono quindi, pur nella loro conflittualità sostanziale.
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