Questa finora inedita tesi di laurea di Giacomo Manganaro su Le epistole platoniche (1951), può offrirsi come un passaggio di testimone, anche a distanza di anni, da una generazione di studiosi del secondo dopoguerra alla più giovane generazione, come un invito alla continuità di ideali dimpegno e responsabilità della ricerca. Lopera presenta indubbia utilità nellorizzonte di incertezza ancora perdurante sullorigine di queste lettere. Ricerca insieme di storia e di filologia, essa mostra la sua originalità nel porre a confronto passi di oratori, storici, epistolografi e retori di IV e III a.C. secolo con le affermazioni delle Epistole, soprattutto della Settima e dellOttava. Importante, e storicamente significativa la conclusione derivante dalle prove documentarie esibite ed analizzate dal pur giovanissimo studioso: la certezza della atetesi. Il Platone che esce dalle lettere analizzate porta quei tratti isocratei già da tempo assunti dai seguaci dellAccademia: da assoluti custodi del ricercare speculativo a consiglieri del principe. Cade così il velo di Maia, intessuto anche da grandi filologi, dellepistolario platonico.
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