Il volume mette al centro dell’attenzione un’opera poco studiata ma fecondissima di spunti filosofici e storico-esegetici qual è il De Opificio Mundi di Giovanni Filopono (metà del VI secolo); i contributi illustrano l’intreccio che questo scritto sviluppa in modo singolare sul rapporto tra la tradizione aristotelica e la rivelazione biblica nella temperie tardoantica.
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