Gilson accoglie dalla tradizione lidea che, parlando di arte, si deve partire dalla distinzione tra materia e forma, ma ritiene che sia impossibile considerare larte in generale: esistono soltanto le arti, non lArte, perché ognuna di esse inizia da una materia data che condiziona lopera che lartista intende creare, suggerendogli quasi le possibilità di darle quella specifica forma. A ciascuna delle arti maggiori – larchitettura, la statuaria, la pittura, la musica, la danza, la poesia e il teatro – è dedicato un capitolo di questo libro, in cui si cerca di definirne lessenza. Nonostante la specificità di ogni forma di arte, vi è qualcosa che accomuna le arti del bello: il fine che lattività artistica si propone esclusivamente creare il bello in se stesso. E questo ha poco a che fare con la poetica astratta: Gilson – con ricchezza e acutezza di analisi, sorretta dalla scrittura elegante e autoironica che lo contraddistingue – parla invece di “poieticheâ€, arti del fare, recuperando, si potrebbe dire, laspetto artigianale dellarte. Alla domanda: amate o non amate la pittura di Picasso? La risposta più ragionevole è che “la pittura di Picasso†non esiste. Non esistono di Picasso che le opere individuali» (Étienne Gilson).
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