Nei saggi che compongono questo libro lautore interroga e analizza la singolare natura delle opere darte. Nel contesto di una riconfigurazione della teoria estetica perseguita da oltre un ventennio si propone qui di rovesciare il punto di vista da cui considerare questi paradossali prodotti del fare umano. Anzitutto, assumendo la paradossale capacità delle opere darte di rivolgere a noi uno sguardo autonomo e straniante. Sul filo di questa paradossalità si considera la polarità immanente alla quasi-vita delle opere darte e con essa la tensione tra lunità di oggetti e lunità dimmagini in cui consistono. Questa considerazione si svolge su due piani. Un piano decisamente teorico che affronta le opere darte nel confine tra estetica e ontologia. Un piano critico-fenomenologico che indaga la dimensione oggettuale delle opere in snodi decisivi dellarte contemporanea. Il risultato è una concezione delle opere darte come oggetti attivi caratterizzati da una sovraesistenza che coinvolge i modi stessi del loro aver effetti sulla nostra vita.
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