Viene descritta la fortuna della riflessione di Aristotele sul piacere suscitato dalle immagini, attraverso le opere di teorici dell'arte, filosofi, letterati e artisti di età moderna. Si assiste a una curiosa 'galleria' di immagini, tra animali selvaggi o spregevoli, mostri e demoni, individui moribondi e cadaveri. Attraverso il principio aristotelico, si può ritrovare la ragione dell'arte nel piacere, confrontandosi con quanto può segnarne i limiti: i dettami della morale, i sentimenti del ripugnante o del sublime.
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