Agli albori del terzo millennio l'umanità è angustiata da una crisi profonda. Al 'culto del nulla' sancito dal nichilismo è subentrato il 'niente di cultura'. Al culto del non essere si coniuga l'annichilimento del sapere. Di fronte alla crisi epocale che affligge l'umanità, l'uomo postmoderno è sollecitato a compiere una scelta definitiva: adagiarsi nella palude dell'assenza di verità o ribellarsi alla seduzione del pensiero debole. La tesi del volume è che l'uomo non è irrimediabilmente condannato a pascersi di ombre senza sostanza. Ripercorrendo i temi classici della filosofia della conoscenza, l'autore evidenzia come una terapia che guarisca gli odierni stregamenti del pensiero promuova una rinnovata 'ecologia dello spirito'.
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