La questione della differenza, che per tanti anni è stata al centro del dibattito filosofico, sembra oggi filosoficamente inattuale. Il volume tenta di ripensare tale questione, facendo interagire svariate tradizioni e discipline e saggiandone con ciò nuovi angoli di presa. Da Bateson a Merleau-Ponty, da Bergson a Deleuze, da Wittgenstein a Berque e Jullien, emerge un 'filo rosso': l'esigenza di non schiacciare la differenza in senso linguistico e, parallelamente, di non reificarla, di non ridurla a entità o cosa; la necessità di coniugare la differenza al plurale, esplorando la metamorfosi delle differenze e i problemi filosofici che si aprono non appena si abbattono steccati ormai consunti.
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