Lauria non si poteva definire un pianeta ospitale, investito in continuazione da forti venti, con un’atmosfera povera di ossigeno e una debole gravità , poiché in una scala di sette era soltanto al 6° livello di grandezza tra i pianeti della Confederazione. La stella che lo illuminava era una rossa, poco turbolenta e troppo lontana perché riuscisse a scaldare a dovere l’atmosfera, per cui le temperature erano costantemente basse e il suo cielo, colorato di un tenue violetto, era spesso coperto da nuvole o da una cortina di polvere sottile. Le cinture polari, spazzate da venti gelidi di spaventosa portata, erano troppo inospitali per consentire la sopravvivenza di una qualsiasi forma di vita e la sola zona davvero vivibile era la fascia equatoriale, nella quale si erano insediati gli abitanti. Abitanti però poco numerosi, poiché di rado la popolazione aveva potuto superare i cinquanta milioni di unità , dato che le risorse del territorio e le inclementi condizioni climatiche non avrebbero permesso di sostentare un numero superiore di persone. Nelle cinque regioni equatoriali non c’erano grandi città , ma solo agglomerati di villaggi...
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