Scopo del presente lavoro è capire le ragioni della crisi del welfare state e proporre una prospettiva di dibattito per la 'messa a punto' di una reale politica pubblica con la quale porre rimedio alla crisi. Come paradigma riassuntivo della situazione attuale può essere assunta la critica che alcuni autori rivolgono a quei sistemi economici che, come quello italiano, subiscono gli esiti di una crescita rallentata a causa dei molti 'lacci e laccioli' che, sedimentatisi con l'esteso welfare state realizzato, condizionano il funzionamento del mercato. In questa prospettiva, sono analizzate le insufficienze della logica assicurativa privatistica contro i rischi sociali. Sono poi esaminati i modelli standard dei sistemi di welfare state. Sono ancora illustrati: il significato del vincolo dell'equilibrio attuariale e le conseguenze sociali ed economiche del suo mancato rispetto; l'impatto sulla 'tenuta' del sistema del welfare state tradizionale rispetto agli shocks esogeni, con particolare riferimento a quelli di natura demografica; il concetto di cittadinanza ed il ruolo del reddito di cittadinanza, descritto alternativamente come variabile legata agli automatismi di mercato e come variabile svincolata, sia dal mercato, sia dall'etica del lavoro. Infine, sono analizzate le implicazioni organizzative indotte dall'adozione del reddito di cittadinanza e le innovazioni istituzionali concernenti il mercato del lavoro e la struttura del salario.
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