Qui si analizzano e approfondiscono gli effetti e le implicazioni che la ' Grande Crisi', la più lunga che stiamo vivendo dagli inizi del secolo scorso, sta producendo sull'intero assetto di protezione sociale a forte investimento pubblico. L'idea di fondo è che l'attuale crisi non ha generato la fragilità e la debolezza del nostro sistema di servizi sociali, che era già inadeguato. Ne ha solo drammaticamente disvelato ed esasperato tutti i limiti e le insufficienze. La domanda, allora, diventa: bisogna adeguarsi a una deriva che rischia di cancellare una infrastruttura essenziale di un sistema di cittadinanza inclusiva, oppure è possibile ridisegnare una nuova prospettiva per sostenere che 'un altro welfare è possibile?' Le riforme audaci si fanno proprio nei periodi di crisi profonda non seguendo l'onda normalizzatrice ma cogliendo le sfide più acute e immaginando nuove traiettorie di pensiero a partire da quelle note, come 'approccio dello sviluppo umano', 'paradigma centrato sulle capacità' o 'welfare dei soggetti'. Bisogna, perciò, attrezzarsi con una contro-teoria perché non basta indignarsi resistendo 'dentro la crisi', ma è necessario mettere in campo nuove coordinate concettuali e nuovi dispositivi di azione per traguardare l'obiettivo di andare 'oltre la crisi'.
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