«Nellattività di conservazione molto frequente, se non regola costante, è il confrontarsi con i precedenti interventi di restauro. La conoscenza della storia del restauro è dunque un grande aiuto nellinterpretazione degli eventi del passato, sia per comprenderne il significato e leventuale valore storico, sia per inquadrarli nellappropriato contesto tecnico del loro tempo. Allinterno di questo quadro generale si può ricordare che vi sono delle opere darte che racchiudono una molteplicità di significati per la storia della nostra disciplina, quasi una antologia, per il numero di restauri subiti nel tempo e per la loro rappresentatività di vari momenti storici del restauro. Questo è il caso anche delle lunette del Chiostro Verde del cui restauro parziale si tratta in questo ennesimo volume che fa parte della fortunata serie inaugurata nel lontano 1990 dallo scrivente, destinata ad accogliere la presentazione monografica dei risultati dei più significativi progetti di conservazione e restauro compiuti dallOpificio delle Pietre Dure. Questa decisione era ed è tuttora collegata allimpostazione metodologica dellintervento di restauro come progetto di studio complessivo dellopera, sotto tutti i punti di vista, storico-artistico, tecnico, scientifico e così via, in modo da arrivare non solo alla illustrazione di come si è conseguita una migliore conservazione della materia dellopera darte ed una più corretta lettura dei suoi valori espressivi, ma anche un incremento della nostra conoscenza della sua genesi, delle sue vicende, dei suoi problemi conservativi e delle più appropriate tecniche di indagine per approfondirne lo studio. Insomma la scelta è di far divenire ogni progetto di conservazione un progetto di ricerca da divulgare prima possibile a tutti gli interessati, siano essi addetti ai lavori oppure semplici stakeholders. La serie editoriale di Problemi di conservazione e restauro, giunta oggi a più di 50 volumi, non sarebbe stata possibile senza una nutrita schiera di collaboratori, interni ed esterni, restauratori, esperti scientifici, studiosi e senza il lungo, proficuo e amichevole sodalizio con la collega Cecilia Frosinini che ha diretto questo progetto e che è pertanto la curatrice in prima persona di questo volume. ...» (Dalla Presentazione di Marco Ciatti)
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