Il volume raccoglie gli atti del convegno svoltosi a Lucca in occasione degli ottantanni dalla firma delle leggi razziali, e in memoria di quanti ne subirono le gravi conseguenze umane e lavorative, con lintenzione di ripercorrere la carriera di Ettore Modigliani, storico dellarte, direttore della Pinacoteca di Brera, soprintendente alle Belle Arti tra i più importanti del Novecento. Un soprintendente dimenticato rispetto alla statura che ha avuto nellamministrazione italiana del primo Cinquantennio del Novecento; una figura che finalmente trova un consistente contributo di conoscenza, grazie alla pubblicazione di questi Atti. Non si tratta di una riparazione, tardiva e inutile, anche se valida sul piano simbolico scrive Emanuele Pellegrini bensì di un segno preciso del ruolo centrale degli studi umanistici e del dovere etico di tutti gli studiosi al fine di spingere più oltre possibile il limite dellignoranza. Direttore della Pinacoteca di Brera dal 1908 al 1935, soprintendente della Lombardia dal 1910 al 1935 e organizzatore della mostra più importante mai realizzata sullarte antica italiana (a Londra nel 1930), Ettore Modigliani ha vissuto esaltanti momenti professionali, come lesposizione a Brera della Gioconda di Leonardo da Vinci (1913), il recupero delle opere darte trafugate dallAustria allItalia (1920), il grande riordino della Pinacoteca Braidense (1925) e la fondazione dellAssociazione degli Amici di Brera (1926). Fu però costretto a subire il trasferimento a LAquila e lespulsione dallamministrazione pubblica per gli effetti delle infauste leggi razziali del 1938, che lo costrinsero nel 1943 a nascondersi tra i monti delle Marche per sopravvivere alle persecuzioni. Modigliani superò la catastrofe ed ebbe la soddisfazione di ritornare a Brera come ispettore incaricato nel 1945.
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